Il Museo dell’artista Fallero, o Museo del Gremio de Artistas Falleros, è un edificio dove si possono ammirare alcune delle opere d’arte più belle che riguardano la più importante festa di Valencia, Las Fallas appunto, riconosciuta come una delle più grandi (per numero di visitatori) a livello mondiale.
Essendo a conoscenza di questo, mi sono fatto un’idea sbagliata del palazzo che ospita questi preziosi manufatti; mi aspettavo una costruzione all’altezza dell’importanza delle opere, e dell’importanza che tale festa ricopre per i valenciani, a livello affettivo, ma anche a livello economico. Il Museo invece si presenta internamente piuttosto vecchio ed umile, insomma non proprio conforme alle mie aspettative. Continua »

Un "ponte di calatrava", o due.
Quando, giovane ed entusiasta erasmus della classe ’99, approdai per la prima volta a Valencia, la zona del basso fiume Turia era un enorme cantiere. Enorme in ogni senso, in larghezza, lunghezza ed altezza. Stava pian piano prendendo forma una delle opere più ardite della città, forse la più grande dopo la deviazione dello stesso fiume che oggi la attraversa: la Ciudad de las Artes y de las Ciencias, progettata dall’amato architetto Santiago Calatrava.
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L'ultima paella che ho mangiato
Una volta a Valencia mi sono ritrovata a mangiare una pizza alla carbonara. Ebbene, lo sconcerto che ho provato in quel momento è lo stesso che proverebbe un valenciano di fronte a una paella con i frutti di mare.
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La prima domanda a cui rispondere è, ovviamente, cos’è il NIE? Il NIE (Numero de Identificacion de Extranjero) corrisponde grosso modo al nostro codice fiscale; per vivere in Spagna, oltre che obbligatorio per chi vuole trascorrere più di tre mesi, è assolutamente necessario per ottenere un contratto di lavoro, per aprire un conto in banca, per pagare multe, per avere un contratto telefonico; insomma, senza il NIE vi si presenteranno tanti problemi, piccoli e grandi.
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Veduta dei giardini del Turia
Finalmente il tempo ha concesso una tregua, e dopo diversi giorni di pioggia, oggi a Valencia è arrivato un pò di sole. Ne ho approfittato per fare una passeggiata nei giardini del Turia, il fiume che tagliava la città in due, e che dopo l’esondazione del ‘57 (che provocò danni incalcolabili a persone e cose), fu trasformato in un parco.
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