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Città

Mentre agli inizi del XXI secolo riuscivo finalmente a prendere la laurea con un tesi in architettura fatta a Valencia, alla fine del secolo XIX in Spagna si incontrava una gran varietà di stili e correnti artistiche. In architettura si osserva un eclettico movimento neoclassico, così come anche un movimento neomudéjar e neogotico. In Catalunya si abbandona l’idea di dover a tutti i costi recuperare l’esistente e nascono autori che lavorano all’insegna del rinnovamento, come Gaudí, Domenech y Montaner, Puig y Cadafalch. Si tratta di un modernismo legato al nuovo ambiente sociale e culturale nato da una crescita economica e politica della regione. Continua »

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Il Museo dell’artista Fallero, o Museo del Gremio de Artistas Falleros, è un edificio dove si possono ammirare alcune delle opere d’arte più belle che riguardano la più importante festa di Valencia, Las Fallas appunto, riconosciuta come una delle più grandi (per numero di visitatori) a livello mondiale.

Essendo a conoscenza di questo, mi sono fatto un’idea sbagliata del palazzo che ospita questi preziosi manufatti; mi aspettavo una costruzione all’altezza dell’importanza delle opere, e dell’importanza che tale festa ricopre per i valenciani, a livello affettivo, ma anche a livello economico. Il Museo invece si presenta internamente piuttosto vecchio ed umile, insomma non proprio conforme alle mie aspettative. Continua »

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Ska-p, Lagrimas y GozosA dispetto delle voci di scioglimento che circolavano negli ultimi anni, tornano sulle scene gli Ska-p, storica band ska-punk di Madrid. Ed è un ritorno in grande stile, con il nuovo album Lagrimas y Gozos, fiero e battagliero come sempre, e una serie di concerti in Europa e America Latina, con numerose tappe in Italia. Continua »

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Un ponte di calatrava

Un "ponte di calatrava", o due.

Quando, giovane ed entusiasta erasmus della classe ’99, approdai per la prima volta a Valencia, la zona del basso fiume Turia era un enorme cantiere. Enorme in ogni senso, in larghezza, lunghezza ed altezza. Stava pian piano prendendo forma una delle opere più ardite della città, forse la più grande dopo la deviazione dello stesso fiume che oggi la attraversa: la Ciudad de las Artes y de las Ciencias, progettata dall’amato architetto Santiago Calatrava.

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L’altro giorno mi sono messo alla ricerca (via internet) di zone in Valencia coperte da Wi-fi: un articolo recente sosteneva che circa il 10% dei ristoranti e pub della città offrivano questo servizio gratuitamente, ovviamente dietro l’acquisto di una consumazione.

Dunque, letto questo, tranquillo tranquillo mi avvio in Città, parcheggio nella zona tra Plaza America e La Ciudad de las Artes y las Ciencias, e comincio a camminare, borsa per notebook a tracolla, fiducioso di trovare un localino grazioso dove poter bere una birretta e nel frattempo lavorare connesso alla rete.

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