
Bene o male, purché si parlia di lei… Dall’alto dei suoi 142 metri, la Torre Agbar è sede del Gruppo Agbar, una holding che opera in tutti i campi che riguardano l’acqua, il suo ciclo, la salute, installazioni e certificazioni varie. La particolare forma, che secondo l’intenzione dell’architetto Jean Nouvel ricorda i rilievi del Montserrat che domina Barcellona, è stata soprannominata nei modi più impietosi. L’appellativo più moderato, “pepino“, vuol dire cetriolo, ma quello che va per la maggiore è “consolador“, ovvero un vibratore. Continua »

La cosa più piacevole di andare in una città straniera, è quella di esserci già stati. Ho visto Barcellona in diverse occasioni, ed è sempre una scoperta. Una volta percorse le tappe base, battute dalle comitive giapponesi che seguono l’ombrellino della guida bilingue, è bello farsi una passeggiata e godere appieno dell’atmosfera della città. Continua »

Una falla fotografata da Not forgotten
Chi ha avuto la fortuna (e il fegato) di assistere alle Fallas sa cosa voglio dire… Si tratta della principale festa di Valencia, che ogni anno a marzo pervade l’animo di questa città, invasa a sua volta da un mare di turisti. I valenciani, che non simpatizzano con l’istituzione, fuggono verso lidi più tranquilli, lasciando posto a chi invece vuole immergersi nel delirio, approfittando dei giorni di festa che paralizzano Valencia per circa dieci giorni. Continua »

Passeggiando per la via Laietana, a Barcellona, “al cabo de un rato” (a un certo punto) voltandoti a sinistra scorgi un’onda di colore posata sopra ad una piazza, e non puoi fare a meno di avvicinarti.
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Ogni volta che ne ho l’occasione mi reco in pellegrinaggio a Barcellona, sulle tracce di Gaudí. La Sagrada Familia è sorprendente, gli edifici su Passeig de Gracia, casa Milá e Casa Batló, sono divertenti, ma Parc Güell è unico. Continua »