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Arte e cultura

Il giorno che è morto Franco ricordo che mia madre venne a svegliarmi cantando e dicendo: ’Non puoi immaginare quello che è successo’; il lutto era nazionale e le scuole erano chiuse, le campane suonavano a morto, e nell’unico canale della televisione nazionale esposero con immagine fissa per tre giorni il corpo del Generalissimo, ma nelle strade era una festa continua, la gente andava in giro ubriaca, era una festa”. Così racconta chi ha vissuto la transizione dalla dittatura. Era il 1975, e a partire dagli anni ottanta la Spagna si svegliò. Continua »

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Uno dei modi più suggestivi per visitare la Spagna rurale, è quello di soggiornare presso i cosiddetti “Paradores“. I Paradores sono residenze storiche convertite in alberghi di lusso. Sono situati su itinerari di grande interesse culturale e paesaggistico, oltre che su assi stradali dove anticamente si svolgeva il commercio, come ad esempio la Ruta de la Plata. Continua »

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Foto di xbonie

Foto di xbonie

L’estate è il periodo giusto per osservare il cielo stellato, forse perché più facilmente si ha l’occasione di stare sdraiati su un prato oppure sulla spiaggia. Facendo sfoggio di reminescenze infantili e nozioni apprese chissà quando, indichiamo con sicurezza la costellazione di Orione o il Grande Carro. E solitamente, in un gruppo di dieci persone, almeno tre giurano di riconoscere la stella polare, ma in tre punti diversi! La segreta speranza è quella di cogliere qualche astro in caduta libera verso l’infinito, evento che dà pieno diritto a esprimere un desiderio. Continua »

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La cattedrale di Santiago de Compostela fotografata da cribyrules

La cattedrale di Santiago de Compostela fotografata da cribyrules

Meta dei pellegrini cristiani fin dal Medioevo, sede di una storica università, le origini di Santiago de Compostela sono di tradizione celtica. “Gallaeci”, così i Romani chiamavano le tribù celtiche che vivevano nella loro provincia a nord del fiume Douro, territorio che oggi corrisponde alla provincia autonoma della Galizia.

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Terza lingua parlata nel mondo, e seconda nelle comunicazioni internazionali, lo spagnolo è un idioma ricco di sorprese e tranelli. Siccome noi italiani ci definiamo “cugini” degli spagnoli, la tendenza è: intanto vado in Spagna, poi lo imparo.
La difficoltà non sta nel farsi capire in territorio iberico, perché è vero che la maggioranza delle parole in castigliano conservano radice latina (eravamo i re del mondo Mediterraneo!), ma parlare spagnolo. Continua »

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