“Il giorno che è morto Franco ricordo che mia madre venne a svegliarmi cantando e dicendo: ’Non puoi immaginare quello che è successo’; il lutto era nazionale e le scuole erano chiuse, le campane suonavano a morto, e nell’unico canale della televisione nazionale esposero con immagine fissa per tre giorni il corpo del Generalissimo, ma nelle strade era una festa continua, la gente andava in giro ubriaca, era una festa”. Così racconta chi ha vissuto la transizione dalla dittatura. Era il 1975, e a partire dagli anni ottanta la Spagna si svegliò.
In particolare a Madrid la rinascita avvenne in modo rapido ed esplosivo, facendo prevalere l’apertura mentale di tutta una generazione giovane, la quale poteva finalmente guardare oltre confine, emulando capitali come Londra e New York.
I primi film di Almodovar, come Pepi, Luci Bom y otras chicas del montón, sono un ritratto entusiasta di ciò che doveva essere l’atmosfera madrileña di allora, povera nei mezzi, ma fresca e spontanea. Una volta usciti dall’oppressione, intellettuali, musicisti, e registi come Pedro, emersero come intellighenzia alternativa di un nuovo mondo. Benché cultura e divertimento potessero finalmente uscire alla luce del sole, il gruppo viveva soprattutto la notte.
Mentre il paese si dotava di un governo socialista, emerse la cantante Alaska (primo nome d’arte di Olvido Gara Jova, oggi conosciuta come Fangoria) legata a doppio filo con Almodovar. Vestita con minigonna e stivaloni di lamé, Alaska cantava A quien le importa, inno alla libertà individuale che interpretava il pensiero di tanti. La cultura, che il più delle volte è definita underground, trovò il suo ambiente naturale nella miriade di bar, dove circlavano alcool e droghe, e dove la fiesta sembrava eterna.
Ancora oggi a Madrid la fiesta continua, nei famosi quartieri di Malasaña, Lavapiés, Chueca… E fa fede il detto “paese che vai, usanze che trovi”, perché a Madrid è normale uscire verso le tre del mattino e stare in giro fino all’alba.

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carlo 11.02.09 at 23:41
viene proprio voglia di partire, con la macchina del tempo…
grazie.