La Torre Agbar, un “pepino” spettacolare

by tupet on Aprile 10, 2009

in Barcellona, Catalunya, Internet e Tecnologie

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Bene o male, purché si parlia di lei… Dall’alto dei suoi 142 metri, la Torre Agbar è sede del Gruppo Agbar, una holding che opera in tutti i campi che riguardano l’acqua, il suo ciclo, la salute, installazioni e certificazioni varie. La particolare forma, che  secondo l’intenzione dell’architetto Jean Nouvel ricorda i rilievi del Montserrat che domina Barcellona, è stata soprannominata nei modi più impietosi. L’appellativo più moderato, “pepino“, vuol dire cetriolo, ma quello che va per la maggiore è “consolador“, ovvero un vibratore.

La struttura del grande “consolatore”, è costituita da due cilindri ovali non concentrici, coronati da una cupola di acciaio e cristallo. Il cilindro interno è il nucleo distributivo e le installazioni, quello esterno, tenuto in piedi senza pilastri, ospita gli uffici. La pelle della torre Agbar, che ricopre il muro di cemento è una piastra di alluminio che cambia colore man mano che si innalza, con toni color terra, azzurro verde e grigio. La pelle più esterna è invece costituita da migliaia di lamine di cristallo trasparente. L’effetto è spettacolare, da qualunque distanza si ammiri, ma soprattutto è curioso l’effetto che la torre assume con il buio, perché il pepino è illuminato da un sistema di LED colorati rivolti all’interno che rendono il suo aspetto molto cangiante.

Ai turisti è accessibile solo l’ingresso, ma tanto basta per farsi un’idea di quello che gli impiegati degli uffici possono vedere. Quello che non è visibile è il concetto di un’architettura resa sostenibile da una soluzione definita “bioclimatica“, improntata al basso impatto ambientale, che sfrutta cioè le condizioni climatiche dell’intorno per ridurre il consumo energetico. La torre è infatti orientata e costruita in modo da approfittare dell’isolamento termico, con una regolazione della circolazione dell’aria al suo interno per avere una ventilazione naturale. L’energia solare è utilizzata al massimo per riscaldare gli ambienti, e per la costruizione sono stati utilizzati materiali isolanti, riciclabili e non inquinanti.

Sono state spese molte parole, su questo edificio, più e meno autorevoli. Personalmente la trovo un esempio grandioso di come utilizzare milioni di euro, non solo per curare l’apparenza. In Spagna a queste cose ci badano, mentre purtroppo in Italia si tende sempre a nascondere la sporcizia sotto al tappeto. Se anche voi avete un’opinione al riguardo potete di lasciarla sul sito ufficiale della Torre Agbar.

Altre foto della Torre Agbar su Flickr di Vadoinspagna.

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