La cosa più piacevole di andare in una città straniera, è quella di esserci già stati. Ho visto Barcellona in diverse occasioni, ed è sempre una scoperta. Una volta percorse le tappe base, battute dalle comitive giapponesi che seguono l’ombrellino della guida bilingue, è bello farsi una passeggiata e godere appieno dell’atmosfera della città.
L’ultima volta, nonostante il maltempo, ho avuto il piacere di visitare il Giardino Botanico, che oltre ad essere una meta prediletta dagli studiosi di piante e arbusti, è uno splendido esempio di architettura contemporanea. Il Jardí Botànic è nato dall’esperienza di vari professionisti: gli architetti Carlos Ferrater e Josep Lluís Canosa, l’architetto paesaggista Bet Figueras, l’orticultore Artur Bossy, e il biologo Joan Pedrola.
Le prime riflessioni sono state fatte sulla strutturazione della vegetazione, che doveva sfruttare al meglio l’area destinata al giardino, in modo tale da seguire le caratteristiche geografiche delle regioni del Mediterraneo e del mondo intero. Una volta individuate le zone, le piante sarebbero state collocate secondo le loro affinità nel singolo ambiente. Quindi, il progetto doveva rispondere a queste necessità di sopravvivenza delle specie, rispettando la topografia della collina, e sfruttando le pendenze naturali per tracciare i sentieri.
Il risultato è ammirevole, anche perché le linee rette e squadrate progettate per i gli elementi architettonici mettono in risalto la vegetazione. Colori e forme, che a una prima occhiata possono apparire dure e invadenti, in realtà si dichiarano immediatamente come opera dell’uomo. L’artificiosità di questi segni decisi, fatti di cemento grezzo e ferro ossidato, riesce a fondersi dolcemente con il paesaggio. Non siamo in una riserva naturale, ma in un giardino, un piacevole percorso che guida nelle foreste e mira a conservare specie più o meno esotiche.
Conservazione non fa sempre rima con tradizione, anche se sicuramente l’arte di progettare giardini affonda le sue radici nel XVII secolo, quando la monarchia francese capì che la magnificenza di una reggia dipendeva anche dal suo contorno, arricchito di simmetrie, colori, giochi d’acqua, profumi. Nel Giardino Botanico di Barcellona di simmetrie non ce ne sono, domina invece il triangolo, la più solida forma geometrica, che in pianta disegna i sentieri, e spunta dal terreno, come fosse una nuova specie creata dall’uomo, dall’incrocio di nuovi pensieri.
Gli orari di apertura del Jardí Botànic cambiano a seconda delle stagioni, si possono consultare sul sito ufficiale Jardibotanic.bcn.es. Il prezzo del biglietto è 3,50 €, ma se capitate in città l’ultima domenica del mese l’ingresso è gratis, e tutte le domeniche a partire dalle tre del pomeriggio.
Ancora foto di Barcellona su Flickr di Vadoinspagna

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pallo 04.04.09 at 17:11
ragazzi, ci sono stato di recente. è uno di quei posti in cui ci si sente un po’ orgogliosi di appartenere al genere umano, che è stato in grado di raccogliere insieme tanta ricchezza, di trasformare alchemicamente la natura in cultura.