Chi ha avuto la fortuna (e il fegato) di assistere alle Fallas sa cosa voglio dire… Si tratta della principale festa di Valencia, che ogni anno a marzo pervade l’animo di questa città, invasa a sua volta da un mare di turisti. I valenciani, che non simpatizzano con l’istituzione, fuggono verso lidi più tranquilli, lasciando posto a chi invece vuole immergersi nel delirio, approfittando dei giorni di festa che paralizzano Valencia per circa dieci giorni.
Le “fallas” sono le statue di cartapesta, enormi e colorate, che ogni rione, anch’esso chiamato falla, costruisce durante tutto l’anno. I personaggi che prendono vita in queste opere d’arte popolari possono giocare con i rappresentanti del potere, politici, vip ecc., oppure ritrarre la vita quotidiana, creando uno spaccato sempre contemporaneo. L’ultimo giorno queste mastodontiche creazioni vengono bruciate, durante la cremà, nel tripudio generale. Ebbene sì, molto rumore per nulla, ma è così che la città rinasce a nuova vita, ogni volta, dalle ceneri.
Ad accompagnare la festa, che giorno e notte si celebra senza orario sono botti e fuochi d’artificio. La mazcletà, che quotidianamente alle due del pomeriggio si tiene nella plaza dell’Ayuntamiento, venti minuti di rumore, spettacolo molto apprezzato che riempie la piazza e si sente da ogni dove. Fino a concludere l’ultima notte con uno spettacolo pirotecnico di grande qualità e che colora di luci brillanti il cielo valenciano.
Da non perdere, per chi non l’ha mai viste, le Fallas sono invece da evitare, per chi preferisce starsene in pace.
Link ùtiles:
Falles.es, sito non ufficiale, ma valido.
Fallas de Valencia, su Wikipedia, la enciclopedia libre in spagnolo
Fallas.com, il sito ufficiale, abbastanza serioso

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