Mentre agli inizi del XXI secolo riuscivo finalmente a prendere la laurea con un tesi in architettura fatta a Valencia, alla fine del secolo XIX in Spagna si incontrava una gran varietà di stili e correnti artistiche. In architettura si osserva un eclettico movimento neoclassico, così come anche un movimento neomudéjar e neogotico. In Catalunya si abbandona l’idea di dover a tutti i costi recuperare l’esistente e nascono autori che lavorano all’insegna del rinnovamento, come Gaudí, Domenech y Montaner, Puig y Cadafalch. Si tratta di un modernismo legato al nuovo ambiente sociale e culturale nato da una crescita economica e politica della regione.
A Valencia esistono autori che emergono come Vicente Ferrer e Demetrio Ribes, la cui opera più importante è la coloratissima Estación del Norte. Nello stesso momento, nei Poblados Marítimos, che oggi sono i tre quartieri Cabanyal, Canyamelar e Cap de França, si sviluppa un’architettura di tipo popolare, che caratterizza l’attuale reticolo e che nonostante non si avvale di autori così rinomati, presenta una qualità e una uniformità che le conferiscono un notevole valore. Oggi a vederli non si direbbe, visto il degrado urbano che li divora da anni come un tarlo.
Definire uno stile popolare significa considerare che si sviluppa in assenza di norme culturali, con una manifesta ingenuità, ma anche con una fantasia che si esprime attraverso un ornamento allegro e vistoso, senza virtuosismi estetici. Nella maggior parte dei casi chi realizzava l’opera era allo stesso tempo l’utente e questo contribuisce a conferire alle abitazioni una singolarità, nonostante l’omogeneità dello stile: ogni casa è segnata dal gusto personale del suo proprietario. Ancora oggi per esempio è possibile vedere che le facciate delle case conservano le iniziali del costruttore - proprietario, sulla cornice che abbellisce e nasconde il tetto a falda, così come sulla porta principale.
L’architettura popolare del Cabanyal appare come un’interpretazione libera e originale del modernismo creata dalla classe più bassa, ossia i pescatori. Si tratta di un autentico stile popolare, nato da e per il popolo. La classe sociale in questione, contadini e pescatori, non subiscono gli stessi condizionamenti del proletariato di città il quale vivendo a stretto contatto con la borghesia ha meno possibilità di creare in maniera originale e dà il via a un’architettura più mimetizzata e di massa.
L’architettura del Cabanyal è una delle ultime manifestazioni spontanee di un’architettura non professionale, ricca di particolari inediti. L’influenza modernista agisce direttamente aumentando l’importanza dell’ornamento. Questa architettura si basa fondamentalmente su due elementi: lo stucco e gli azulejos, ossia le tessere di ceramica, che, utilizzati singolarmente o con tecnica mista, caratterizzano l’aspetto esterno dell’edificazione, risaltandone i dettagli e vestendo gli elementi funzionali propri della costruzione.
Nella Historia del Arte Valenciano si parla dell’architettura nei Poblados Marítimos al passaggio del secolo e segnala che alla fine del 1800 coloro che andavano a veranear, cioè a trascorrere l’estate a Valencia cominciarono ad affittare e comprare le case ai pescatori e agli operai del porto per la stagione estiva. L’alta borghesia si costruiva lussuose villette lungo la spiaggia della Malvarrosa, partendo dai bagni de las Arenas dove nel 1902 anche lo scrittore Vicente Blasco Ibañez si costruì la sua villetta in riva al mare, che oggi è il suo museo.


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