Calatrava: forse non tutti sanno che…

by tupet on Dicembre 10, 2008

in Arte e cultura, Comunità Valenciana, Valencia

Un ponte di calatrava

Un "ponte di calatrava", o due.

Quando, giovane ed entusiasta erasmus della classe ’99, approdai per la prima volta a Valencia, la zona del basso fiume Turia era un enorme cantiere. Enorme in ogni senso, in larghezza, lunghezza ed altezza. Stava pian piano prendendo forma una delle opere più ardite della città, forse la più grande dopo la deviazione dello stesso fiume che oggi la attraversa: la Ciudad de las Artes y de las Ciencias, progettata dall’amato architetto Santiago Calatrava.

Dieci anni dopo sono tornata e ho portato un architetto a visitare la magna opera, certa che avrebbe apprezzato. I suoi commenti sono stati vari, ma ricordo distintamente un: “Sembra un aereoporto”.
Alché io, quasi a difendermi, ho detto: “Ma poi, ‘sti ponti di Calatrava, sono un po’ ovunque, no?
Alla mia trovata, che riconosco essere qualunquista, ho ricevuto la seguente risposta:

«La locuzione “ponte di calatrava”, nonostante il suono indiscutibilmente strutturale, indicava, in origine, non un genere di ponte, bensì semplicemente l’autore dello stesso. In effetti, nel tempo, il suddetto significato si è arricchito vieppiù di sfumature semantiche, tanto che attualmente si potrebbe quasi dire che si tratti di una autonoma tipologia edilizia al pari de il municipio o la cattedrale.

Il “ponte di calatrava”: ogni città degna di questo nome non può prescindere dal possederne uno, o almeno dal sognarlo. Dopo Siviglia, Bilbao, Venezia, addirittura Reggio Emilia. Paradigma della modernità in questo decennio di inizio millennio, non meno della pizza alla rucola negli anni ’90.  Bianco, ma anche lucente simbolo del successo della Spagna nel mondo, ben più del nero toro cojonudo di una nota marca di liquore, arrogantemente lapalissiano nella sua perfetta logica strutturale: Calatrava, un ponte di calatrava non lo nega più a nessuno.

vista dellarmadillo.

Ma per la sua città, Valencia, Calatrava ha riservato qualcosa di più. Ovviamente stiamo parlando della Città delle Arti e della Scienza. Se possedete un Boeing 747 non lasciatevi sfuggire l’occasione di atterrare in zona, ma anche se vi spostate a piedi o in bus, vale la pena dare un’occhiata. Anche se l’impressione di trovarvi in un aeroporto non potrà mai abbandonarvi del tutto, per quanto sfegatatamente siate fan del nostro Santiago: poco male, potrete sempre scattare delle foto senza nemmeno guardare nell’obiettivo, sicuri che coglierà delle forme sensazionali, ottime per le diapositive da mostrare nelle domeniche invernali.

Sarebbe bello pure fare un bagno nelle bellissime vasche su cui si posano gli edifici, ma forse così facendo si guasterebbe la simmetria».

Sapete cosa dicono di Valencia? Che per essere una città senza fiume ha fin troppi ponti. Considerando che i “ponti di calatrava” per ora sono già tre, il record è alquanto singolare, tanto che potremmo ritrovarcela sul “Forse non tutti sanno che…” della nostra Settimana Enigmistica.

Grazie al contributo dell’architetto-enigmista: archifiorito@gmail.com

{ 1 comment… read it below or add one }

carlo 01.09.09 at 12:45

grazie enigmista sbocciato, non possiamo far a meno che sorridere leggendo i suoi pezzi d’autore.
dove possiamo scoprire di più sul suo enigmatico conto?
cordiali saluti.

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